GABRIELE FEDELI, CORPORATE F&B DIRECTOR LUNGARNO COLLECTION, RACCONTA LA VISIONE DELLA LUNGARNO COLLECTION: TRA STILE ITALIANO, ACCOGLIENZA SARTORIALE E IL FASCINO SENZA TEMPO DELLE DIMORE FIRMATE FERRAGAMO.
Lungarno Collection e il brand Portrait sono sinonimo di stile ed eleganza. Come si costruisce una reputazione internazionale di questo livello?
Con visione, costanza e attenzione estrema all’ospite. Ogni dettaglio – accoglienza, servizio, tono, cucina – racconta la nostra idea di ospitalità: italiana nelle radici, ma capace di parlare al mondo. Solo con coerenza, ascolto e approccio sartoriale si consolida un posizionamento di eccellenza.
Gli hotel firmati da Michele Bönan sono luoghi unici. Quanto incide il design sull’esperienza dell’ospite? Il design è un linguaggio identitario. Gli ambienti firmati Bönan riflettono l’anima di Lungarno Collection e contribuiscono all’esperienza F&B: spazi che emozionano, materiali pregiati, armonia tra luce e volumi. La bellezza diventa parte essenziale del racconto.
Come gestisce la leadership in una realtà luxury come questa? Credo nella leadership che valorizza le persone. Lavoro per costruire team motivati, responsabili e partecipi. Nel lusso non basta rispettare gli standard: vanno reinterpretati ogni giorno. Il nostro compito è anche emotivo e culturale: chi si sente parte del brand trasmette autenticità.
Il lusso oggi è discreto e personalizzato. Come lo interpretate? Oggi il lusso è tempo, attenzione e autenticità. Gesti misurati, ambienti raffinati, un servizio presente ma non invasivo. È la relazione umana – un sorriso, una parola, un gesto pensato – a trasformare un soggiorno in un’esperienza memorabile.
Come selezionate e formate i professionisti che rappresentano il brand? Cerchiamo attitudine, empatia e passione prima dell’esperienza. La formazione è continua e centrata sulla persona. Valorizziamo il senso di appartenenza, la cultura del dettaglio e la sensibilità verso il cliente: da qui nasce un’autenticità che l’ospite percepisce subito.
Quali esperienze hanno influenzato la sua visione dell’accoglienza? La mia carriera è stata – e continua a essere – un viaggio affascinante, in cui ogni tappa ha arricchito la mia visione dell’accoglienza. Ho avuto la fortuna di lavorare fin da subito con grandi professionisti, che mi hanno trasmesso l’importanza del dettaglio e della personalizzazione. Tra le esperienze più formative: il Ritz di Londra, dove ho appreso il valore del confronto internazionale; i 12 anni al Four Seasons Firenze, che mi hanno insegnato a gestire operatività complesse con cura assoluta; e le task force per le aperture di Dubai, Seoul, Casablanca e Atene, che mi hanno aperto a una vera ospitalità globale. Da 5 anni in Lungarno Collection, mi confronto ogni giorno con realtà diverse – dal ristorante stellato al rooftop bar – contribuendo a una visione contemporanea dell’ospitalità. L’apertura di Portrait Milano è stata una sfida entusiasmante, che mi ha permesso di affinare un’idea di lusso moderna, inclusiva e coerente con il DNA del brand.
Come nasce l’offerta lifestyle dei vostri hotel? Nasce dalla volontà di far vivere l’hotel come destinazione. Ogni bar o ristorante è integrato nel racconto del luogo. Dall’eccellenza stellata di Borgo San Jacopo a Firenze alla cucina contemporanea del 10_11 di Milano, ogni proposta è frutto di un lavoro corale: concept, design, servizio e storytelling in perfetta coerenza con il brand.
Dai profumi agli oggetti in camera: come scegliete amenities e servizi su misura?Ogni dettaglio parla la lingua dell’autenticità e della qualità. Selezioniamo partner eccellenti, sostenibili e legati al territorio. Che si tratti di spirits, cioccolato o amenities, nulla è lasciato al caso: l’obiettivo è offrire un’esperienza coerente con il nostro stile, trasformando il soggiorno in un ricordo prezioso.



