CI SONO AUTOMOBILI CHE CHIEDONO DI ESSERE GUARDATE E ALTRE CHE ACQUISTANO IL LORO SIGNIFICATO SOLTANTO QUANDO INIZIANO A MUOVERSI. LA FERRARI AMALFI SPIDER APPARTIENE ALLA SECONDA CATEGORIA. È NATA PER TRASFORMARE LA GUIDA A CIELO APERTO IN UNA DIMENSIONE COMPLETA, NELLA QUALE LA PRESTAZIONE NON È SEPARATA DALLA FORMA, DAL COMFORT E DALLA RELAZIONE CON CIÒ CHE CIRCONDA LA VETTURA.
Derivata dalla Ferrari Amalfi, ne conserva proporzioni e identità attraverso un’architettura spider 2+ a motore anteriore con capote in tessuto. Il progetto del Ferrari Design Studio, sotto la direzione di Flavio Manzoni, parte da una carrozzeria nella quale ogni elemento sembra trovare il proprio posto senza interrompere la continuità dell’insieme. La silhouette è fluida, affusolata e scultorea, costruita attraverso superfici pulite e volumi che si incontrano con precisione. Il risultato è una speedform monolitica, moderna ma non aggressiva, capace di mantenere la propria presenza sia con il tetto chiuso sia quando la capote scompare. È proprio la capote a definire una parte essenziale dell’esperienza. Il sistema automatico utilizza una cinematica a Z e completa l’apertura in 13,5 secondi, anche durante la marcia fino a 60 km/h. Una volta ripiegato, il tetto occupa uno spazio di soli 220 millimetri. Il tessuto è disponibile in quattro colori sartoriali e due 2 tecnici, fra cui il nuovo Tecnico Ottanio, e può essere ripreso sulla tonneau cover e sulle superfici posteriori, creando una continuità materica che accompagna lo sguardo fino alla coda. Anche il colore racconta questa ricerca. Per la Amalfi Spider Ferrari introduce il Rosso Tramonto, una tonalità nata dall’immagine del confine fra mare e cielo al crepuscolo. Le sfumature aranciate emergono sulla superficie secondo la luce e valorizzano le forme scolpite della carrozzeria. È un rosso che non cerca soltanto di distinguersi, ma di cambiare con l’ambiente, seguendo il carattere della vettura. All’interno, la stessa idea assume una forma più raccolta. Il doppio cockpit crea due cellule distinte ma visivamente connesse, avvolgendo pilota e passeggero e trasformando l’abitacolo in una sorta di cocoon. Plancia, pannelli porta e tunnel centrale partecipano a un’unica architettura. Il tema delle vele compare sui pannelli porta, dove elementi scultorei integrano maniglie e braccioli, mentre un bridge sospeso in alluminio fresato dal pieno ospita i principali comandi. La tecnologia è presente senza prendere il sopravvento. Il nuovo volante recupera i pulsanti fisici e il tasto di accensione in alluminio anodizzato. Tre display organizzano l’interfaccia: il quadro strumenti digitale da 15,6 pollici, lo schermo centrale da 10,25 e il display passeggero da 8,8 pollici, pensato per trasformare chi siede accanto al guidatore in un vero copilota, con informazioni che comprendono anche forze G e regime del motore. Apple CarPlay, Android Auto, ricarica wireless e MyFerrari Connect completano la dotazione.
Ma una Spider Ferrari deve soprattutto saper gestire l’aria. Per questo l’aerodinamica è stata sviluppata cercando un equilibrio fra deportanza, efficienza e comfort. L’ala posteriore attiva dispone di tre configurazioni e, in High Downforce, genera fino a 110 kg di carico aggiuntivo a 250 km/h, con un incremento della resistenza inferiore al 4%. Il wind deflector integrato nello schienale posteriore riduce inoltre le turbolenze nell’abitacolo e può essere azionato senza fermare la vettura. Sotto la carrozzeria lavora il V8 biturbo F154 da 3.855
CAPOTE CHIUSA – La silhouette della Ferrari Amalfi Spider conserva la purezza della speedform monolitica. La capote in tessuto segue le proporzioni della carrozzeria, trasformandosi in una naturale prosecuzione dei suoi volumi.
CAPOTE APERTA – In 13,5 secondi la capote scompare e la Ferrari Amalfi Spider rivela la propria architettura open-air. La linea rimane fluida e scolpita, mentre l’abitacolo entra in rapporto diretto con l’ambiente.
IL COCKPIT – Il doppio cockpit avvolge pilota e passeggero in due cellule distinte ma visivamente connesse. Quadro strumenti, plancia e tunnel centrale compongono un’architettura pulita e fortemente integrata.
I SEDILI – Sportività e comfort definiscono l’abitacolo della Amalfi Spider. I sedili partecipano al disegno del doppio cockpit, mentre materiali e rivestimenti possono riprendere il tessuto della capote, creando continuità tra esterno e interno.
Cm³, evoluzione di una famiglia di motori fra le più premiate della storia recente Ferrari. La potenza massima raggiunge 640 CV a 7.500 giri/minuto, con 760 Nm di coppia fra 3.000 e 5.750 giri/ minuto. Il cambio a doppia frizione e otto rapporti ne accompagna l’erogazione, mentre interventi sulla sovralimentazione, sulle masse e sulla gestione elettronica rendono la risposta dell’acceleratore più rapida e precisa. Le prestazioni sono quelle che ci si aspetta da Maranello: 320 km/h di velocità massima, 3,3 secondi per passare da 0 a 100 km/h e 9,4 per raggiungere i 200. La distribuzione dei pesi, 48% davanti e 52% dietro, sostiene una dinamica nella quale brake-by-wire, ABS Evo, SSC 6.1, gestione elettronica del differenziale e Manettino lavorano insieme. Le cinque modalità , da Wet a ESC-Off passando per Comfort, Sport e Race, permettono di modulare il comportamento della vettura senza alterarne la natura.
Eppure, alla fine, non sono i numeri a spiegare davvero la Amalfi Spider. La sua ragione più immediata è un gesto: premere un comando, vedere la capote scomparire e lasciare che il mondo entri nell’abitacolo. Il suono del V8 cambia percezione, la luce si posa sulle superfici, l’aria diventa parte della guida. La tecnologia continua a lavorare, ma rimane sullo sfondo. È questa la misura più interessante della Ferrari Amalfi Spider: non aggiunge semplicemente un tetto apribile a una Ferrari. Costruisce attorno alla guida open-air una nuova esperienza, nella quale prestazione, design e piacere di vivere la strada trovano finalmente la stessa direzione.