Raccontare Piazza Duomo significa intraprendere un viaggio straordinario attraverso la visione di un uomo, la lungimiranza di una famiglia e la trasformazione profonda di un intero territorio. È la storia di un incontro felice, di un’intuizione coraggiosa e di un talento tanto puro quanto rigoroso che, dal cuore delle Langhe, ha conquistato le vette della gastronomia internazionale.
Tutto ha inizio nei primi anni Duemila da un sogno audace. La famiglia Ceretto, guida storicamente illuminata della viticoltura piemontese, viveva allora la carica travolgente ed esuberante di Bruno Ceretto. Bruno accarezzava da tempo un desiderio ambizioso: portare ad Alba un talento gastronomico capace di tracciare un solco indelebile, rivoluzionando la percezione stessa della cucina locale. Il primo tassello concreto viene posato nel 2000 con l’acquisto dello storico palazzotto in Piazza Risorgimento, la piazza del Duomo. È un palcoscenico perfetto, elegante e centrale, ma per quasi tre anni resta in attesa del suo protagonista assoluto. La ricerca è instancabile, finché nel 2003, su preziosa indicazione di Carlo Cracco, i destini dei Ceretto e di Enrico Crippa finalmente si incrociano. Seguono due anni di intenso lavoro, di progettazione e di sintonia crescente. Il 5 maggio 2005 arriva l’inaugurazione ufficiale. Nello stesso edificio nasce anche La Piola, al piano terra, pensata per celebrare la tradizione piemontese più schietta. La nascita di Piazza Duomo, però, fa subito clamore. Destava stupore che una storica famiglia di produttori di vino decidesse di cimentarsi con l’alta ristorazione e, soprattutto, che a guidare i fornelli nella capitale del tartufo e dei grandi rossi venisse chiamato uno chef brianzolo. Eppure, la famiglia Ceretto sceglie la strada della totale fiducia: a Crippa viene data carta bianca. È la scintilla che accende una cavalcata inarrestabile. Sin dalle prime battute, Crippa rivela un talento inesauribile. I suoi piatti sono esplosioni di colore, composizioni d’incredibile raffinatezza visiva che nascondono un gusto pieno, appagante e mai fine a se stesso. L’estetica impeccabile trova il suo contraltare in un’esecuzione tecnica chirurgica, appresa alla scuola dei più grandi maestri, a partire dal segno profondo lasciato da Gualtiero Marchesi. I riconoscimenti non tardano ad arrivare: la prima Stella Michelin risplende dopo appena dodici mesi dall’apertura. La seconda arriva al quarto anno, fino al trionfo supremo del 2012: la terza Stella Michelin. A sette anni dall’esordio, Piazza Duomo diventa il primo ristorante tristellato in terra di Langa, consacrando un’eccellenza ormai globale.



Quella di Crippa è una storia delicata ma incredibilmente concreta, radicata in una personalità schiva e laboriosa con solide fondamenta. La sua passione per la cucina affonda le radici nella memoria dell’infanzia, a quando da bambino accompagnava il nonno al mercato o lo osservava con curiosità mentre preparava i pasti di famiglia, apprendendo il rispetto per le materie prime semplici e la gioia del convivio. Il cuore pulsante della sua cucina risiede nel regno vegetale e in un’intuizione pionieristica: l’orto. Voluto fortemente dallo chef, l’orto rappresenta una scelta di straordinaria lungimiranza che ha ridefinito il concetto stesso di freschezza. Oggi gestito con cura maniacale insieme ad Andrea Mastropietro, questo polmone verde di 4 ettari a pochi minuti da Alba non è un semplice fornitore, ma la vera musa ispiratrice del ristorante. Qui la natura detta le regole e impone il proprio ritmo: da questa raccolta mattutina prendono vita menu stagionali che si evolvono continuamente, arrivando a mutare quasi quotidianamente in base a ciò che la terra offre giorno per giorno.






