Dal ritrovamento casuale di un umile tubero nei boschi toscani agli oltre 40 paesi raggiunti con i propri prodotti, la storia di Savini Tartufi è un viaggio lungo quattro generazioni.
La storia della famiglia Savini è intrecciata con quella del tartufo da quattro generazioni. Tutto inizia nel 1920 quando Giuseppe, un mezzadro di Villa Saletta a Palaia, trova per caso un “tubero puzzolente”, allora poco valorizzato. Giuseppe, con passione e intuizione, inizia a scavare tartufi per hobby, inconsapevole di avviare una tradizione di famiglia che, col tempo, trasformerà un ingrediente di nicchia in un simbolo di eccellenza culinaria.
Negli anni ‘70, il figlio Zelindo diventa guardiacaccia della tenuta dell’ingegner Gambacastelli e in questa posizione, intuisce il potenziale economico del tartufo, creando una rete di raccolta e vendita ai facoltosi ospiti della villa. Nonostante i successi, un conflitto con il padrone lo porta a dimettersi e ad acquistare il bar Montanelli, strategicamente posizionato lungo le rotte di transito tra Pisa, Siena e Firenze. Qui, il bar si trasforma in un punto di riferimento per cacciatori e tartufai, mentre Zelindo e la sua famiglia iniziano a sviluppare un’attività commerciale che diventerà il nucleo dell’azienda Savini Tartufi.
Luciano, figlio di Zelindo, coglie un’altra opportunità: trasformare gli scarti dei tartufi in prodotti confezionati, ampliando così il valore del raccolto. Nasce una linea di specialità al tartufo che permette di diversificare l’offerta e di espandere il mercato.
Oggi, sotto la guida di Cristiano Savini, l’azienda esporta in oltre 40 paesi con un fatturato di circa 10 milioni di euro. Pur essendo diventata un’impresa moderna e internazionale, Savini Tartufi rimane fedele ai suoi valori, continuando la tradizione della “cerca” con i cani nei boschi locali e trasmettendo la passione per il tartufo alle nuove generazioni.
Un aspetto distintivo dell’azienda è la “Truffle Experience”, un’attività che permette di vivere in prima persona la cerca del tartufo. L’esperienza comprende una visita al Savini Museum, un’immersione nei boschi accompagnati dai tartufai e dai loro cani, e si conclude con degustazioni o masterclass culinarie. Questa attività, che unisce tradizione e innovazione, è diventata una tappa fondamentale per turisti gourmet e aziende in cerca di team-building esperienziale.
La posizione geografica strategica, tra Pisa, Firenze e Siena, è un altro punto di forza. Qui maturano ben sette tipologie di tartufo durante tutto l’anno, permettendo all’azienda di operare 365 giorni. Accanto al tartufo fresco, Savini offre una vasta gamma di prodotti conservati, come il Miele al Tartufo, le Peschiole e la Salsa del Tartufaio, ognuno con una storia familiare unica.
Un momento di orgoglio per l’azienda è stato il ritrovamento di un tartufo bianco da Guinness nel 2007, venduto per 330.000 dollari. Questo evento, insieme alla qualità dei prodotti e all’attenzione per la sostenibilità, ha consolidato la reputazione di Savini Tartufi come eccellenza del Made in Italy.
Oggi, la famiglia continua a innovare, restaurando casolari per esperienze più intime e sostenibili e curando con amore i propri boschi e cani tartufai. La storia di Savini Tartufi è una testimonianza di come tradizione, passione e visione possano creare un’impresa di successo globale, rimanendo profondamente radicata nel territorio e nei valori familiari.