Dom Pérignon: Il tempo come creazione

In un’epoca di costante connessione, di spasmodica tensione verso l’istantaneità, di inesorabile frenesia, il concetto “Solo il le Tempo è nostro” – così ben sintetizzato da Seneca – sembra sfuggire dalla dita come granelli di sabbia in una clessidra. Trasformandosi in essenza ancora più impalpabile ed evanescente di quanto non sia già nella vita quotidiana. Mentre tutto attorno a noi sembra scorrere a velocità folle, richiedendo un’immediata reazione agli stimoli che riceviamo, attesa, pazienza, costanza non sembrano più considerate virtù. Ma quante volte, nell’attesa fervente dell’arrivo di qualcosa di desiderato, non abbiamo percepito il Tempo come qualcosa to di immobile? Tempo che scorre, Tempo che sembra arrestarsi: è in questa ipnotica alternanza tra stasi e movimento che si determina il corso delle nostre vite. Ma anche quella di una Storia. Come quella di uno Champagne leggendario: Dom Pérignon.

Per la Maison di Hautvillers, sin dalla sua fondazione, l’ambizione creativa che guida la propria filosofia è la ricerca incessante dell’armonia come fonte di emozione. Ogni processo creativo ha i suoi vincoli e per Dom Pérignon il vincolo è rappresentato dall’annata: un impegno assoluto a essere testimone della vendemmia di un solo e unico anno, qualunque sia la sfida, anche quella di accettare di non dichiarare il Millesimato se la qualità delle uve non rispecchia lo stile e i criteri stabiliti dalla Maison. Equi il Tempo torna a giocare un ruolo fondamentale dell’equazione di Dom Pérignon. Il Tempo di elaborazione del vino sui lieviti e di riposo nelle cantine di Hautvillers rappresenta una sfida interpretativa per lo Chef de Cave. Sfida perché l’evoluzione del vino non avviene in modo lineare, ma compie una serie di metamorfosi che ne esaltano le caratteristiche, ne rivelano nuove sfaccettature: sono le Plénitude, finestre temporali di espressione che svelano una nuova identità dello Champagne, più decisa, che integra un elemento supplementare allo spirito dell’annata. Per Dom Pérignon Vintage occorrono almeno otto anni di elaborazione per raggiungere l’ideale estetico della Maison. Nell’oscurità delle cantine, ogni Millesimato affronta una lenta trasformazione th in bottiglia a contatto con i lieviti, per ottenere tr quell’armonia che è il tratto distintivo di Dom th Pérignon. È lì che tutto avviene, con grande precisione, sul filo di un equilibrio straordinario.

Per ogni Millesimato, fin dalla sua creazione, un numero limitato di bottiglie viene messo da parte nelle cantine, predestinato a una più lunga maturazione. Beneficiando di questa magin giore quantità di Tempo, l’attività all’interno della bottiglia aumenta. I lieviti trasmettono la th propria energia al vino, conferendogli una nuova, misteriosa e affascinante vita. li Dopo almeno 15 anni di riposo, l’espansione dell’Energia raggiunge il suo picco e Dom Pérignon raggiunge un apice di vitalità essenziale e radiosa. Elevato a nuove altezze, si dispiega in tutte le dimensioni – più ampio, ti più profondo, più lungo – dotato di una nuova in longevità estesa. Questo nuovo vertice viene — chiamato Plénitude 2, la seconda vita di Dom Pérignon. Il Tempo diventa così il propulsore di un processo vivente.

Dom Pérignon Rosé nasce invece per superare i limiti della creazione. Riflette un impulso profondo che mette in discussione tutto, che re abbraccia il rischio, sperimenta liberamente e si spinge sempre oltre. Dom Pérignon Rosé esprime il desiderio senza tempo di esplorare i confini del possibile, di osare, cogliendo lo to splendore rosso del Pinot Noir in un assem- — blaggio audace e deciso. Temperato da una lenta trasformazione in cantina durata quasi 12 anni, Dom Pérignon Rosé incarna in maniera vibrante la luce e l’oscurità, la dedizione alla creazione e l’esplorazione radicale di nuove possibilità.

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